Cos’è il Social Bonus?
Il Social Bonus, previsto dall’art. 81 del Codice del Terzo Settore, è una misura fiscale finalizzata a sostenere l’attività di recupero di immobili pubblici inutilizzati e beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata, da parte di Enti del Terzo Settore e da questi utilizzati per lo svolgimento delle attività di interesse generale con modalità non commerciali.
Il Social bonus si concretizza in un credito d’imposta che la legge accorda al contribuente ed è riconosciuto alle persone fisiche e agli enti non commerciali nei limiti del 15 per cento del reddito imponibile ed ai soggetti titolari di reddito d’impresa nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui. Il credito d’imposta è ripartito in tre quote annuali di pari importo.
Finalmente il 4 settembre scorso è stato emanato il primo decreto del direttore del Terzo Settore del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che ha approvato i primi cinque progetti che prevedono l’utilizzo del social bonus.
Un Ets che riceve un immobile pubblico in concessione dovrà presentare al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in tre finestre aperte durante l’anno, un progetto di ristrutturazione e valorizzazione del bene; tale progetto sarà valutato dal Ministero ed una volta approvato l’Ets potrà attivare la raccolta fondi tra le persone fisiche, enti non commerciali o imprese per reperire le risorse necessarie. I donatori possono vedere riconosciuto il credito di imposta a loro spettante in tre annualità, alle persone fisiche spetta una detrazione del 65% mentre le imprese del 50%. Da quel momento l’Ets dovrà periodicamente rendicontare ed aggiornare, sia sul portale del Mlps che sul proprio sito, le somme raccolte con le erogazioni e le spese che sono state coperte con le donazioni.

